Come si può sapere se la confezione è compostabile?

In un contesto in cui aumenta la domanda dei consumatori per le confezioni sostenibili e sempre più società multinazionali sono tenute a essere conformi e a conseguire gli obiettivi di sostenibilità, sorge spontanea una domanda: come ci si assicura che l’imballaggio sostenibile sia a norma? Che cosa bisogna controllare per essere certi di ottemperare alle normative ambientali?

Crediamo che le soluzioni veramente sostenibili non dovrebbero mai lasciare rifiuti inorganici, motivo per cui le soluzioni TIPA sono compostabili certificate.

Sia per i brand che richiedono informazioni sulle soluzioni compostabili veramente ecocompatibili o per I consumatori che vogliono accertarsi che i loro brand preferiti usino confezioni sostenibili con un ciclo di vita sostenibile – ecco alcuni elementi di natura generale che possono fungere da guida: standard, laboratori, test e certificazioni.

Ma vediamo di cosa si tratta.

1. Norme in materia di imballaggi sostenibili

Diverse organizzazioni globali hanno definito standard e requisiti sulle certificazioni per le confezioni sostenibili, tra cui l’American Society for Testing and Materials (ASTM), l’International Organization for Standardization (ISO), TUV AUSTRIA e l’Unione Europea.

La disposizione che probabilmente ha una maggiore valenza in termini di ambito e di conformità con l’obbligo di compostabilità è la norma EN 13432. Questa norma armonizzata, varata dalla Commissione europea, è collegata alla Direttiva europea sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (94/62/CE) e definisce quando l’imballaggio può essere considerato recuperabile. Definisce i tempi e il grado in cui la plastica biodegradabile deve degradarsi in condizioni di compostaggio industriale.

Questa norma prescrive (tra gli altri obblighi) per la disintegrazione con tempi superiori a dodici settimane che almeno il 90% del prodotto si converta da CO2 ad H2O e che il materiale residuo debba essere costituito da frammenti di dimensioni inferiori a 2 mm. I produttori di prodotti biodegradabili usano questa norma e i programmi di certificazione sviluppati sulla base di queste disposizioni per dimostrare che i propri prodotti sono compostabili. I composter industriali completano i propri processi in tempi inferiori alle 12 settimane previste dalla normativa.

L’American Society for Testing and Materials per l’etichettatura delle indicazioni sulla plastica ha definito lo standard ASTM D6400 per il compostaggio aerobico nelle infrastrutture comunali e industriali.

L’ISO (International Organization for Standardization) ha introdotto la norma ASTM 5338/ ISO 14855 per definire un metodo di valutazione atto a determinare il grado e i tempi di biodegradazione aerobica della plastica in un ambiente di compostaggio controllato, ossia in condizioni di laboratorio.

Il compostabile di TIPA®️ è conforme a tutti questi standard (EN 13432, ASTM D6400 e AS 4736).

 

2. Laboratori & Test

Solo i laboratori accreditati possono eseguire i test sui prodotti compostabili per il conseguimento della certificazione ufficiale sui prodotti compostabili in ambiente domestico e industriale da parte degli organismi sopra indicati.

La valutazione sui prodotti biodegradabili in genere verte sul materiale compostabile di cui è composto il prodotto, i prodotti intermedi e gli additivi oltre alle caratteristiche finali e alla composizione.

Quali sono i requisiti che devono essere validati dai test per il compostaggio industriale?

  • Biodegradazione: almeno il 90%
    È prevista la biodegradazione in relazione a un campione di controllo entro un massimo di 6 mesi.
  • Disintegrazione: il test pilota di compostaggio garantisce che il materiale si decomponga fisicamente entro 3 mesi.
 
  • Caratterizzazione del materiale: comprende i test sui metalli pesanti e la determinazione del contenuto solido volatile.
 
  • Ecotossicità: viene eseguito il test sul compost da disintegrazione per garantire che i componenti non abbiano effetti avversi sulla crescita dei vegetali.
 

Quali sono le caratteristiche dei requisiti per il compostaggio in ambito domestico?

I consumatori praticano attivamente il compostaggio degli scarti da giardino a casa, sia in bidoni appositi che mediante cumuli per il compost, eliminando quindi la necessità della raccolta dei rifiuti. La temperatura in un cumulo da compostaggio in giardino generalmente è più bassa e meno costante rispetto all’ambiente da compostaggio industriale. Pertanto, il compostaggio da giardino è un processo più lento ed estremo. In queste condizioni alcuni materiali compostabili non mostrano una biodegradazione sufficiente.

Le temperature standard per il compostaggio in ambito domestico tendono ad oscillare tra 25 e ± 5ᵒC, con un livello di umidità di circa il 50%. In normali condizioni di compostaggio in ambito domestico, gli imballaggi di solito si disintegrano nell’arco di 6 mesi e si biodegradano completamente in un anno.

 

3. Certificazioni per imballaggi compostabili

Gli organismi di certificazione sotto elencati, che sono agenzie che operano in tutto il mondo, aderiscono ai più elevati requisiti di qualità per la certificazione dei materiali compostabili. Si impegnano per fornire tutti i loro servizi in maniera responsabile dal punto di vista etico, sociale ed ambientale.

  • TUV AUSTRIA garantisce che tutti gli imballaggi e i prodotti con l’etichetta OK compost INDUSTRIAL siano biodegradabili in impianti di compostaggio industriali per tutti i componenti, gli inchiostri e gli additivi.
  • Il programma OK compost HOME, come indicato prima, non fa esplicito riferimento ad standard precisi, ma elenca tutti i requisiti tecnici a cui un prodotto deve ottemperare per ottenere la certificazione. Varato nel 2003, è stato un progetto pionieristico in questo campo ed è stato la base per la definizione di diverse norme, ad esempio Australia: AS 5810 (2010), Francia: NF T 51800 (2015), Europa: prEN 17427 (2020).
  • TÜV Rheinland e DIN, l’istituto di standardizzazione tedesco, gestiscono congiuntamente DIN CERTCO e European Bioplastics e. V. DIN CERTCO. Possono assegnare il Compostable Mark (“Seedling”), riconosciuto a livello internazionale, e OK compost.
  • BPI è il principale organismo di certificazione dell’America settentrionale per i prodotti compostabili e gli imballaggi dell’America settentrionale. Rilascia certificazioni attendibili a livello tecnico e scientifico per i materiali che si biodegradano in ambienti biologicamente attivi. L’American Society for Testing and Materials (ASTM), sulla base dei propri standard, certifica BPI specificatamente per gli ambienti commerciai, quindi la certificazione BPI si limita strettamente alla compostabilità commerciale.
  • Cré Compostable Certification Scheme è l’unico programma irlandese che prevede una valutazione indipendente di terze parti per accertare che I prodotti compostabili possano essere smaltiti nei bidoni per il riciclo dei rifiuti alimentari (bidoni marroni) per poi essere trattati in impianti di compostaggio industriale in Irlanda.

Tutti i film e i laminate per imballaggi compostabili in ambito domestico e/o industriale sono dotati di queste certificazioni.

 

Cosa controllare negli imballaggi compostabili?

Compostaggio industriale:

Comopostaggio in ambito domestico:

Come si può capire, la certificazione degli imballaggi compostabili implica un percorso. Ci vuole coerenza, impegno e determinazione. Tuttvia, usando imballaggi debitamente certificati, si ha la certezza di conseuire i propri obiettivi di sostenibilità

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